Poiat e Forno Fusorio

Nel cuore dei boschi di Pertica Bassa, attorno al borgo di Forno d’Ono, si possono ancora riconoscere i resti dei poiat: antiche strutture circolari usate per la produzione del carbone vegetale. Si tratta di cumuli di legna ricoperti da terra e foglie, al cui interno il legno veniva fatto bruciare lentamente, in carenza d’aria, per giorni interi. Questo processo, lungo e delicato, trasformava il legno in carbone, combustibile fondamentale per alimentare i forni fusori. 

Proprio grazie a questi poiat e alla disponibilità di risorse naturali – legna, acqua e minerale di ferro – nacque il primo nucleo di Forno d’Ono. Nel 1355, la famiglia Alberghini di Marmentino vi costruì un forno fusorio per la lavorazione del ferro. Attorno a quel forno sorse ben presto un insediamento stabile: case, botteghe, attività collegate alla metallurgia e all’economia di montagna. Il nome stesso del paese, Forno d’Ono, nasce da questa origine industriale legata al fuoco, al lavoro e al bosco.